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La rastremazione della canna muraria

Negli edifici turriformi era pratica comune ridurre gradualmente lo spessore delle murature in corrispondenza dei vari piani, in modo da garantire un miglior appoggio al tavolato dei solai (o, in alternativa, un più efficace ammorsamento delle volte) e limitare, nel contempo, il carico statico gravante sulle strutture di fondazione. Nel caso della torre di Masio, tale accorgimento si registra unicamente dal piano dell’ingresso in su.

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3D

La ricostruzione suggerisce come possa essersi svolto il cantiere edilizio della torre di Masio, la quale conserva, sia sul paramento murario esterno sia su quello interno, tracce evidenti della propria dinamica costruttiva. Il dato più interessante è rappresentato senz’altro dall’estesa presenza dalle buche pontaie, disposte lungo piani abbastanza regolari a circa 95 cm di distanza gli uni dagli altri.

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Le macchine edili

La miniatura, opera di un artista di ambito francese della metà del XIII secolo, illustra l’episodio biblico della costruzione della torre di Babele. Accanto ad alcuni temi noti delle raffigurazioni di genere, si possono notare in questo esempio anche due scalpellini intenti a sbozzare e squadrare i blocchi di pietra (in basso a destra) e, per quanto interessa in questa sede, un argano a ruota.

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L’organizzazione del cantiere nei secoli XII-XIV

La miniatura, datata al pari del libro corale di cui fa parte al 1440 circa, mostra la costruzione di un campanile di una chiesa. Nonostante la schematicità della raffigurazione, sono ben visibili, in primo piano, le cataste di mattoni da impiegare nella costruzione e il mastello utilizzato per impastare la calce.

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